Roberta's profileAlchimie di FragranzePhotosBlogListsMore Tools Help

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    November 25

    ...

    Che periodo bruttissimo. Via una avanti l'altra, via una dopo l'altra. Penso che i momenti veramente belli di questo ultimo anno siano veramente contabili sulle dita di una mano...ma forse anche meno.
    Oggi anche peggio. La cosa più brutta in assoluto è quando ferisci le persone dando le cose per scontato, e nemmeno te ne accorgi che le ferisci. E la cosa peggiore, vuole dire che sei una persona superficiale ed egoista. Tutto quello che ho sempre cercato di combattere in virtù della lealtà, delle verità, disponibilità e quant'altro alla fine non mi appartiene nel più remoto dei modi. E questo mi fa stare davvero male. Sono sbagliata. E non me ne accorgo. E quando me ne accorgo è perchè ho persone accanto che cercano di farmi ragionare ma ovviamente finisco per trattare male anche loro. Le ferisco. Loro mi vogliono bene, ed anche io a loro, e nonostante questo non riesco a cambiare. Incappo sempre negli stessi errori, e uno si trova a dover ripetere ancora una volta un mi dispiace. Che è sentito tanto quanto può suonare vuoto, visto che non cambio mai.
     
    E i miei errori alla fine sono sempre gli stessi.
     
    Brutto. Ti rimane proprio l'amaro in bocca perchè giustamente non puoi pensare che gli altri siano sempre li ad aspettare i comodi tuoi, che tu li tratti bene o che cambi atteggiamento. Prima o poi si rompono il cazzo pure loro, e se ne vanno. La cosa più brutta è capire di sbagliare dopo averlo fatto, dopo che uno ormai ha già tirato i dadi e non sai se anche questa volta ti andrà bene. O forse la cosa più brutta èancora  dover arrivare a tirare i dadi per capire cosa è bene e cosa è male.
    Nessuna consapevolezza di sè,nessuna autocoscienza, nessuna ragionevolezza, nessuna sensibilità e nessun altruismo. Solo superficità.
    Mai. Dare le cose per scontate, e quindi dirle a metà. Devo ficcarmelo in questa maledette testa.
     
    Scusami B. 
    November 17

    "E' sempre bello ballare con te. Tu sorridi sempre"

     

    Immagino.
    Di poter strare con te. Di poterti stringere mentre balliamo. E tu non mi vedi, ma lo sai.
    Sai che quando ballo con te sorrido ed i miei occhi a tratti chiusi si abbandonano al tuo movimento.
    La tua mano si appoggia sulla mia schiena, mi fa girare.
     Sale sulla spalla e mi accompagna dove tu vuoi. L'altra mano, me la tieni saldamente.


    tango


    E' forza. Dinamismo.
    I corpi si oppongo, ed è solo per questo che posso attrarsi in questo modo incredibile.
    Leggera, elegante.
    Penso a quanto mi piaccia sentirmi abbracciata dalle tue braccia forti che mi guidano
    e allo stesso tempo poter assaporare il tuo profumo.
    Solo sguardi e sorrisi.

    t2

    Poi la musica finisce. Mi ringrazi, ti ringrazio e stringendomi la mano
     usciamo dalla pista

    March 18

    L7_Pensierosa

    Le certezze che avevo e che ho abbandonato, le ho definitivamente abbandonate o le ho solamente impolverate perchè non erano "socialmente corrette" noi miei rapporti con gli altri?

    Non mi so rispondere. E questo mi spaventa.

     

     

     

    Post per Ben. che è convinta di essere sbagliata perchè LEI si lascia sommergere dalle emozioni e gli altri invece sanno SEMPRE cosa fare, come comportarsi, gestirsi, muoversi, sorridere, camminare...

     

    September 23

    A Matteo

     
    Bambino che non ho.
     
    Bambino che non ho, figlio mai nato,
    cerchero di spiegarti tutto ciò che hai evitato.
    Il parto, inanzitutto, e il dolore

    di saperti espulso dall'amore. La paura
    di venire abbandonato, quei vagiti lunghi
    come i fiasci dei treni notturni nelle stazioni secondarie,
    e il suono, il suono delle parole indecifrabili
    che ti impongono la loro dizione. E i birignao intollerabili
    con cui ti si rivolgono le persone.
    La prima volta che la tua mamma uscirà la sera.
    Il terrore che non tornerà più.
    Ti ho evitato la vergogna di fartela sotto a scuola,
    gli altri che ridono e ti mettono alla gogna.
    La fatica di sollevare la prima matita come un macigno,
    e il ghigno dei grandi quando deformi le parole.
    Ti ho evitato il freddo quando piove
    la paura dei tuoni dei fantasmi delle streghe,
    e poi le prime bugie: quando un compagno ti dirà
    "Tuo padre è ubriaco" oppure
    "Noi siamo molto più ricchi di voi"
    e ti faranno vergognare della tua famiglia e del tuo nome.
    Io ti ho evitato, piccolo, l'angoscia di un cognome
    e delle ombre che comporta e poi,
    diciottenne al primo amore,
    la sconfitta di attendere ore dietro una porta
    lei che non ti vuole. E l'assillo del primo impiego,
    l'offesa di tutte le file burocratiche,
    i soprusi di chi ti comanda e l'arroganza dei prepotenti.
    Io ti ho evitato tutte le litigate, le sgridate
    il dolore di quando moriranno tuo padre e tua madre,
    la solitudine del deserto, quella provocata dall'invidia,
    dal tradimento, quella solitudine
    che ti farà percorrere tutte le vie dell'anima.
    E poi, da vecchio lo sgomento
    per aver tanto vissuto e sofferto e gridato e amato,
    inutilmente, in cambio di niente, inascoltato.
    L'elenco potrebbe continuare, ma è un'inpresa inutile,
    come catalogare le gocce del mare. Inutile,
    perchè il dolore più grande, tuo padre non te l'ha evitato.
    Il dolore di non essere nato.
     
    - Jack Folla-
    September 12

    Puzzle Puzzled

     

      

    Why are you so puzzled?

     

      
     
    May 27

    Messaggio in Bottiglia

     

    La serenità non è trastullo né vanità,

     ma altissima conoscenza e amore,

    è affermazione di ogni realtà,

    è vigilanza al margine di ogni profondità e precipizio.

    Essa

     è il segreto della bellezza e

    l’autentica sostanza di ogni

    arte.

     

    H. Hesse

    May 11

    De Amicitia

    "Tre dunque sono le specie di amicizie, come tre sono le specie di qualità suscettibili d'amicizia: e a ciascuna di esse corrisponde un ricambio di amicizia non nascosto. E coloro che si amano reciprocamente si vogliono reciprocamente del bene, riguardo a ciò per cui si amano. Quelli dunque che si amano reciprocamente a causa dell'utile non si amano per se stessi, bensì in quanto deriva loro reciprocamente un qualche bene; similmente anche quelli che si amano a causa del piacere. (...)L'amicizia perfetta è quella dei buoni e dei simili nella virtù. Costoro infatti si vogliono bene reciprocamente in quanto sono buoni, e sono buoni di per sé; e coloro che vogliono bene agli amici proprio per gli amici stessi sono gli autentici amici (infatti essi sono tali di per se stessi e non accidentalmente); quindi la loro amicizia dura finché essi sono buoni, e la virtù è qualcosa di stabile; e ciascuno è buono sia in senso assoluto sia per l'amico. Infatti i buoni sono sia buoni in senso assoluto, sia utili reciprocamente. "

    (Aristotele, Etica Nicomachea, cit., libro VIII, cap. 3, pp. 196-199).

    April 26

    Canyon Umani

    Ci sono momenti in cui quello che è il mio passato e il mio presete mi paiono macigni sotto cui soccombere.
    Eventi, delusioni, rancori, rabbia che sono ancora freschi, ancora non spurgati, e la domanda sorge quasi spontanea. Sarò MAI capace di fare spurgare queste ferite per iniziare quel processo così lungo e altrettanto doloroso e "commemorativo", chiamato guarigione?
    Ad oggi non penso di essere ancora in grado di farlo. Ci sono segni, che ci formano. I tatuaggi del cuore. Solo che il laser delle ferite celate al pubblico, o per i segni di queste, ancora non lo hanno inventato, e forse mai lo inventeranno. E forse va bene così. O magari non va bene per niente così però il solo dirsi che "questo è il migliore dei mondi possibili", ecco forse questo già ci aiuta.
    Anche se, a me, il macigno dal cuore non me lo toglie.
    E lei, meccanico della biologia umana, dice che il nostro cuore, la nostra anima, funzionano come un canyon?
    Forse con il passare del tempo un lievissimo e placido corso d'acqua sarà capace di erodere questo mio macigno, e di disintegrarlo in ghiaia, e poi in povere, quasi a farlo scomparire.
    Mi rincuora pensarlo, ma mi trovo scettica in questo.
    Emblematico che gesti fra i più leggeri, come le carezze, lascino su di noi gravi così...insostenibili.
     
                VI PREGO TOGLIETE QUEL SASSO
                      DA SOPRA IL MIO PETTO
    CHE COSì
                   NON RESPIRO!!!!
    March 30

    Carlo

    Come dice il detto popolare? Chi ben inizia è a metà dell'opera? Ecco esatto...proprio così
    Ieri sera è stata una serata terribile, e sono stata parecchio male...e oggi non poteva che continuare nel "migliore dei modi possibili" alla Liebniz.
    Tutto sommato poi alla fine è andata ancora bene eh...dalla mattinata inziata sull'orlo del pianto in virtu della serata trascorsa...alla fine ho parlato per un ora da sola con un mio professore (eravamo in classe solo io e lui)...su quello che penso, su quello che credo. Mai avrei pensato di parlare con un prete del fatto che non credo esista un dio, o del fatto che anche se esistesse non dovrebbe esistere la chiesa, che è inutile, o di cos'è il rapporto uomo-donna e quello fra stessi sessi, non avrei pensato di parlare del mio futuro, non avrei pensato di sentirmi dire alla fine che è piacevole parlare con me perchè pongo domande molto interessanti.
    E anche se ora ricomincia a piovere e ricomincia a fare freddo almeno o qualcosa su cui pensare. E' stata una giornata ricca.
     
    March 06

    Di scivoli e cascate.

    Belli i parchi aquatici! Bellissimi gli scivoli col tubo di cui non vedi la fine. E non hai problemi a farli. Sai che quello è il percorso, ti lasci condurre, ti lasci scivolare nel tubo di plastica gialla scaldata dal sole con l'acqua che scorre sotto al costume. E tu lo sai. Tu ne sei certo. Anzi. Non ti poni nemmeno il problema. Il bagnino ha dato l'ok, puoi partire. Puoi iniziare la tua discesa. Ti siedi sull'orlo dello scivolo ti attacchi al tubo e ti dai una bella spinta per scendere veloce.
    Ma se il bagnino non c'è?
     
    E' andato a mangiare adesso...non c'è, ed io? io sono su! in cima allo scivolo di cui non vedo la fine.
    Ci sarà la piscina? O mi schianto in modo fragoroso a terra.
    Ci sarà nessuno davanti al buco? E se cadendo colpisco qualcuno e gli faccio male?
     
    E così aspetto...una nuvola si è messa davanti al sole ed io col mio costume bagnato inizio ad avere la pelle d'oca. Un refolo di brezza si leva dal tubo e colpisce le gambe e la pancia umide. Ho freddo. Ed ho paura. Se il bagnino non torna?
    Mentre aspetto mi siedo sulla cima dello scivolo. Mi attacco al tubo, quello per spingersi. Più che altro per non scivolare senza volonta.
    Aspetterò ancora un po
     
     
    Magari il bagnino torna, viene il sole e tutto diventa splendido e fantastico.
    E nel frattempo penso...guardando lontano...scorgo dei monti. Immagino tre persone su qui monti. Mentre io venivo al parco acquatico loro hanno deciso una ferrata sul Medale. Sono in tre. Due uomini e una donna. Si fidano l'uno dell'altro. Sono compagni. Poi l'apri ferrata attacca il moschettone all'anello. Questo non tiene. E i tre precipitano nel vuoto trascinati dal loro legame. Muoiono.
     
    Il bagnino ancora non arriva. Chissà se la mia piscina è vuota.
     
    Aspetterò ancora un po', dopo di che probabilemente infilerò il tubo. E' una tiepida giornata di sole ed anche se la piscina fosse vuota, sarebbe comunque una bellissima discesa. Quasi come un volo nel vuoto. Un ottima occasione per imparare a volare. O per imparare a cadere. In fondo sono abbastanza simili.
     
     
     
     
    Ai tre giovani alpinisti morti domenica, qui, sopra a Lecco.
    Secondo me, vale la pena di provare ogni chiodo della ferrata.
    In ogni caso, impari a volare. o a cadere. o ad amare.
    Che poi sono tutti la stessa cosa.
    February 27

    Spirali di mani

    Mani che si toccano
    Mani che si intrecciano
    Le dita che si sfiorano
     
    Tieni prendila. Una scossa. La sua sotto la mia.
    La bacia proprio nel mezzo. La bocca si allontana.
    Prende il suo posto un polpastrello dell'altra mano.
    La scorre. Disegna una stella che passa sempre dal centro.
    La mia mano fugge. E cerca la sua. Palmo a Palmo.
    E poi si intrecciano.
     
    Legando i cuori e le persone.
     
    E si cercano, si trovano, fuggono e si ritrovano.
    February 21

    Ecco a lei, sono 5,80€

     
    Buon Giorno!
    Buon giorno a lei.
     
    Aspetto...
     
    Mi dica
    Cosa mi offre?
    Bhè abbiamo queste mele che sono appena arrivate. Lady pink. Sente che profumo?
    Si. Sono buone?
    Gliela faccio provare.
    mhm...buona, sì.
    Gliele do un chilo?
    Va bene, un chilo di quelle.
    E' un chilo e due, lascio?
    Certo.
    Le dò il solito ceppo di lattuga?
    Si grazie. Ci metta anche due arance.
    Da spremere o da mangiare?
    Quelle li....opache e rugose.
    Vuole altro?
    Si. Li avete i peperoni?
    No. Finiti.
     
    Peccato. Volevo tanto un peperone.
     
     

    February 11

    Fermati

    Questo amore, Jacques Prevert

    Questo amore
    Questo amore
    Così violento
    Così fragile
    Così tenero
    Così disperato
    Questo amore
    Bello come il giorno
    E cattivo come il tempo
    Quando il tempo è cattivo
    Questo amore così vero
    Questo amore cosí bello
    Così felice
    Così gaio
    E così beffardo
    Tremante di paura come un bambino al buio
    E così sicuro di sé
    Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
    Questo amore che impauriva gli altri
    Che li faceva parlare
    Che li faceva impallidire
    Questo amore spiato
    Perché noi lo spiavamo
    Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
    Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
    Questo amore tutto intero
    Ancora così vivo
    E tutto soleggiato
    E' tuo
    E' mio
    E' stato quel che è stato
    Questa cosa sempre nuova
    E che non è mai cambiata
    Vera come una pianta
    Tremante come un uccello
    Calda e viva come l'estate
    Noi possiamo tutti e due
    Andare e ritornare
    Noi possiamo dimenticare
    E quindi riaddormentarci
    Risvegliarci soffrire invecchiare
    Addormentarci ancora
    Sognare la morte
    Svegliarci sorridere e ridere
    E ringiovanire
    il nostro amore è là
    Testardo come un asino
    Vivo come il desiderio
    Crudele come la memoria
    Sciocco come i rimpianti
    Tenero come il ricordo
    Freddo come il marmo
    Bello come il giorno
    Fragile come un bambino
    Ci guarda sorridendo
    E ci parla senza dir nulla
    E io tremante l'ascolto
    E grido
    Grido per te
    Grido per me
    Ti supplico
    Per te per me per tutti coloro che si amano
    E che si sono amati
    Sì io gli grido
    Per te per me e per tutti gli altri
    Che non conosco
    Fermati là
    Là dove sei
    Là dove sei stato altre volte
    Fermati
    Non muoverti
    Non andartene
    Noi che siamo amati
    Noi ti abbiamo dimenticato
    Tu non dimenticarci
    Non avevamo che te sulla terra
    Non lasciarci diventare gelidi
    Anche se molto lontano sempre
    E non importa dove
    Dacci un segno di vita
    Molto più tardi ai margini di un bosco
    Nella foresta della memoria
    Alzati subito
    Tendici la mano
    E salvaci.

     

    Incontro nel Bosco

    February 10

    Prospettiva Ermeneutica sulla Vita

    Come sospettavo. La mia intuizione tratta da alcuni particolari di una telefonata sono stati confermati. Come sempre. E ciò mi fa riflettere più di quanto non faccia di solito su grandi questioni come è giusta l'eutanasia? o in che misura è giusta la cura? che significato ha un determinato tipo di vita? Ebbene. Nonostante la mia piccolissima età ho alcune ferme convizioni.
    La vita ha significato, ma non perchè ci "viene data" da un presunto Dio, Gesù o chi per lui. La vita ha significato poichè come tutto, una cosa assume importanza, rilevanza solo nel momento in cui "ce ne si accorge", nel momento in cui noi gli diamo un significato, un senso, un sentido. Nel momento in cui lo leghiamo a ricordi, a emozioni, persone.
    Cosa voglio dire? Spiego.
    Carla, una mia zia.
    Non è più giovanissima, ma è una donna molto molto in gamba. E' sempre stata una donna acculturatissima, dove il piacere e la conoscenza dell'arte, della letteratura, della crescita hanno sempre avuto una rilevanza FONDAMENTALE.
    Ebbene, da qualche anno ha una malattia degenerativa agli occhi, che ahime' ormai la ha resa praticamente totalmente cieca. Questa sua condizione le ha sempre fatto molto male, anche perche' come detto ha sempre amato fare cose che adesso nella sua condizione non puo' piu' fare.
    Quest'autunno e' stata operata ad una gamba per un melanoma, maligno. Era molto profondo, e l'operazione e' stata obiettivamente un disasto. E' stata molto invasiva, dolorosa ed ha avuto anche pochi risultati. Risulato: una gamba grande il doppio dell'altra e il melanoma non eliminato.
    Non so poi per quali motivi ma la chemio e' stata fatta solo adesso, quando dopo ulteriori accertamenti ci si e' accorti che il melanoma, nonostante le operazione ha continuato a lavorare e a corrodere quel corpo.
    Ad oggi la mia zia ha le metastasi ai polmoni. E fa una chemioterapia blanda una volta alla settimana.
    I medici hanno detto che l'unico modo per rimuovere il melanoma alla gamba sarebbe quello di amputarla. Ora, secondo voi ne vale la pena?
    Secondo ma mia personale opinione non molto. Che significato ha per una donna in gamba come lei, gia' fortemente distrutta e abbattutta dalla cecita', rinunciare anche alla sua liberta' (relativa) di movimento per tagliare una gamba, con tutti i disagi, i dolori e le complicazioni che porta, per vivere in vece di 6 mesi per un anno?
    Zia, devi combattere. Come preferisci tu, come vuoi vivere tu, secondo quello che e' il TUO significato di vita.
     
    Grazie a Beppe, che con la tua morte mi hai insegnato molte cose.
    E un grandissimo auguri alla mamma di Pas, al papa' di Ann e al fratello di Ang, perche' Beppe non lo raggiungano mai.
    February 04

    Aggiornamento rigato di lacrime

    Devo scrivere per calmarmi.
    Una vicina di casa (6 piani sotto) è venuta in casa mia alle 11 di stamattina, e come ho aperto la porta ha iniziato a insultarmi in ogni modo urlandomi addosso per le scale. Insutando me. Dico me. Alla domenica mattina. In casa mia. Dicendo che dobbiamo smetterla di stendere i panni bagnati che le va giù l'acqua, che in albania hanno la lavatrice dal 1924 che dobbiamo usare la lavatrice e fare la centrifuga. Che le va giù l'acqua (il tutto sempre insultandomi e urlandomi molto forte addosso). Mi ha urlato addosso.
    Dicendo che dobbiamo smetterlan che è un anno che le va giù l'acqua, che dobbiamo smetterla e che domani va a denunciarci.
    E io ora sto malissimo, tremo completamente. Ho il cuore che batte a 40000 battiti al minuto, mi gira la testa, non riesco a respirare e ho la nausea. E piango. Piango molto. Non riesco a fermarmi. Mi sento offesa, mi sento offesa dentro. Una persona che viene a insultarmi in casa mia a urlarmi addosso insulti di ogni tipo.
    E sapete quale è  a chicca migliore?
    1- Abbiamo la lavatrice nuova che è sempre in funzione
    2- La suddetta lavatrice ha 2000 giri di centrifuga
    3- NON C'E' STESO NIENTE!!!!!!!!!!!!!!!!
     
    Mi ha fatto sentire una razzista una che non rispetta gli altri, dove per me il rispetto è la cosa più importante, che siano italiani, slavi, marocchini, africani o asiatici non me ne fotte niente.  Io che non alzo mai la voce. Che non ti insulto mai. Io che amo la calma e stare bene con gli altri. Che mitigo.
    Mi sento malissimo.
     
    E questo sfogo non mi ha aiutato.
    February 02

    Accelerando

    Oggi è stata una giornata "intensa"... solita partenza a rilento...sveglia alle 7, come solito, sempre più rincoglionita (perdonate l'espressione) perchè tutte le sere, o perchè mi intrattengo fino a tarda ora a chiacchierare con il mio amico Puma, o per corsi e conferenze varie. Ora del venerdì sono in coma alle 7 della mattina...e vi lascio immaginare poi in che condizioni arrivo al sabato sera...l'unica sera che posso trascorrere con Martina. Questa settimana ho avuto una conferenza sull'arte contemporanea ( da Warhol a oggi), il corso di fotografia solito (ma che figo non è il ragazzo che fa il corso..? :P ci vado praticamente solo per lui, visto che di cose a ieri ne ho imparate poche..) e un paio di sere di pure chiacchere...e vi assicuro che ci sarei rimasta anche molto di più...ma sapete...il rincogliometrometro in mio possesso è di ottima marca ed è capace anche di fare previsioni furure
     
    Tornando ad oggi....la giornata a rilento...poi scuola...le prime due ore al venerdì solito fancazzismo, poi si inzia con l'accellerando... consegna delle pagelle...(tutto bene...una media scandalosa...), dopo di che due ore di matematica e fisica...Queste due ore mi passano sempre così velocemente che non me ne rendo nemmeno conto. Poi arriva l'ora di scienze sociali, entra in classe il prof di Italiano e ci propone un incontro con uno scrittore di media fama...che personalmente non ho mai letto (e di cui in questo istante non ricordo il nome)...comunque il suo ultimo romanzo vincitore del premio bancarella è stato "olive comprese", o "olive incluse" ora non ricordo alla perfezione... comunque...Emh... diciamo che le olive sono una metafora di...mhm....organo maschile......che spero per voi cari non siano di quelle dimensioni... =)
    Comunque...premessa (che metto ovviamente dopo)... la prof di scienze sociali è una mezza linfomane, che si atteggia tipo porno star ogni volta che deve dire qualcosa, facendo moine smorfie e versi assurdi...
     
    Poi ora di filosofia, con la migliore prof della scuola. Una donna di una intelligenza, simpatia, bellezza pazzesche.
    Dopo di che ora di lezione di pianoforte... poi capatina in centro per prendere qualche libro in libreria fra sui uno per la suddetta prof di filosofia.
    Dopo di che già che dovevo tornare a casa ho fatto il giro un po' più lungo, facendomi tutta la passeggiata sul lungo lago. Oggi era splendido, senza aria, col sole leggermente fosco, senza nessuno in giro...un paradiso...quindi con la mia musica nelle orecchie (oggi mi hanno fatto compagnia Mina,  De Andrè e Jarrett) mi sono appostata al mio pensatoio a godermi il tramonto in tutta solitudine....Che bellezza...è una cosa che non potete immaginare. Passare un ora seduti sul cemento gelato col sole che tramonta e che ti scalda leggermente, a guardare lo scorrere dell'acqua del lago, i gabbiani e le paperelle che gironzolano...Senza trascurare il classico pescatore con la pipa in bocca.
    Poi torno a casa facendomi una salita mazzante (d'altronde lecco è in pendenza), per arrivare a casa e trovarmi mamma stremata. La casa della nonna era allagata con due dita di acqua per mezza casa... 3 stanze su 4...
    La lavatrice ha avuto problemi con il filtro che è uscito e quindi la lavatrice continuava a caricare l'acqua che usciva tutta dal filtro....insomma la casa allagata...soluzione? chiama mio padre al lavoro, chiama i pompieri che le dicono che deve fare da sola... quindi alla ricerca della soluzione... fortunatamente la casa di mia nonna ha le finestre a davanzale, ma sotto c'è il vetro e non il muro...quindi mia mamma ha avuto la brillante idea di togliere i vetri e buttare giù l'acqua dal balcone con quegli idioti di sotto che si sono andati a lamentare diceno di muoversi a tirare su l'acqua....io gli avrei detto: MA VI VENGA LA CAGHETTA A SPRUZZO E VI SI BLOCCI IL WATER...che diamine!
    Fatto sta che la casa della nonna è ancora tutta mezza umidiccia, e poi potete immaginare....tutti i mobili in legno...tutto il parque...Insomma... un disastro!
    Poi parentesi mia madre (che fa la sarta) aspettava un sacco di clienti proprio quando la nonna ha chiamato nel panico con la casa allagata...quindi ha dovuto dare buca a tutte le clienti con appuntamento...e quindi potete immaginare che non è che sia proprio una cosa carinissima...
    Fatto sta che la giornata è stata un OTTIMO cresciendo, o accellerando... quindi.... Speriamo in bene per la serata!!!! Cercando di evitare magari il pronto soccorso che per oggi sarebbe proprio l conclusione ideale...(l'ultima volta nonna ha pensato bene di sfondara in corsa la finestra del bagno a mano tesa tagliandosi il polso (17 punti!!!!) e rischiando di finire di sotto...
    e la volta subito prima con una frattura al femore...Insomma =P una storia clinica da lourdes....
    Ora basta...questo post è troppo lungo ma dovevo aggiornarvi.
     
    Ps. la conferenza di Warhol mi ha fatto sentire un ignorante da paura...Help!
    January 24

    Il disgelo

    Lentamente muore

    Lentamente muore
    chi diventa schiavo dell'abitudine,
    ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
    chi non cambia la marcia,
    chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
    chi non parla a chi non conosce.

    Muore lentamente chi evita una passione,
    chi preferisce il nero su bianco
    e i puntini sulle "i"
    piuttosto che un insieme di emozioni,
    proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
    quelle che fanno
    di uno sbadiglio un sorriso,
    quelle che fanno battere il cuore
    davanti all'errore e ai sentimenti.
    Lentamente muore
    chi non capovolge il tavolo,
    chi e' infelice sul lavoro,
    chi non rischia la certezza
    per l'incertezza per inseguire un sogno,
    chi non si permette almeno una volta nella vita
    di fuggire ai consigli sensati.

    Lentamente muore chi non viaggia,
    chi non legge, chi non ascolta musica,
    chi non trova grazia in se stesso.
    Muore lentamente
    chi distrugge l'amor proprio,
    chi non si lascia aiutare;
    chi passa i giorni a lamentarsi


    della propria sfortuna o della pioggia incessante.

    Lentamente muore
    chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
    chi non fa domande
    sugli argomenti che non conosce,
    chi non risponde
    quando gli chiedono qualcosa che conosce.
    Evitiamo la morte a piccole dosi,
    ricordando sempre che essere vivo
    richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
    del semplice fatto di respirare.
    Soltanto l'ardente pazienza porterà
    al raggiungimento
    di una
    splendida felicita'.

    Pablo Neruda

     

    January 23

    Jack, you miss me

     

    Citazione di Mina Murray:

    Jack Folla lo hai conosciuto alla radio, per caso. Di ritorno da una pausa pranzo, in un momento di silenzio, hai acceso l'autoradio e la sua voce ha riempito l'abitacolo. L'auto è quella di un collega. Un ragazzo sano, solido, inquadrato, che non ama i dubbi, le incertezze, i ripensamenti. Nelle discussioni sull'ingiustizia cerca di convincerti che l'essere nati nella parte di mondo in cui non bisogna frugare nelle discariche per mangiare sia dovuto a qualche merito genetico e non ad un incredibile caso fortuito. Il mondo è diviso in perdenti e vincitori e a lui sta bene così. E' convinto di essere dalla parte di chi vince ed è convinto che sia merito suo.

    Le parole di Jack Folla fanno nascere sul suo viso uno strano sorriso sprezzante. Un pò incerto, però. A te qualcuno invece ha detto, quando avevi sei anni, di non fermarti a guardare il quadro senza pensare a quanti quadri diversi può nascondere, strati di colore, schizzi cancellati. Da allora ti chiedi se ci sono verità di cui non sai nulla. Oscure, nascoste.

    Un livello del gioco a cui non hai accesso.
    E allora vai in libreria e porti a casa il libro di Jack, perchè continui a raccontare.
    Parlare di chi ci programma per consumare, dandoci un mondo di cartapesta e fondali da pubblicità: prati in fiore, galline felici, bimbi sereni. Di chi dalla televisione ci guarda e parla con espressione seria, compunta, di bombe che stanano afghani dalle caverne, come segugi da caccia. Per poi ghignarne, felice, gongolante, nella convinzione di essere protetto dal "fuori onda".
    Le parole come secchi d'acqua, buttati sul quadro che ci hanno regalato, rivelano gli schizzi nascosti, coperti, mentre il colore cola.
    E ad un certo punto cominci a vacillare.
    Volevi sapere, certo, ma dovevi proprio sapere TUTTO?
    Com'era bella la tranquillità del quadro dai prati in fiore.
    In fondo cosa c'è che non va?
    Se tuo figlio scompare, le telefonate dei telespettatori te lo faranno ritrovare. Se tuo marito ti lascia arriverà una valletta guidando un camper e te lo riporterà al ritmo di una canzone dei Beatles. E' rassicurante il sorriso della mamma del mulino bianco, mentre raccoglie le stelle per la colazione di domattina.

    E allora vuoi chiudere il libro, ma poi ti viene in mente una cosa.
    Un film, visto da bambina e per questo mai dimenticato. Il protagonista è un altro Jack, simile a questo. Scomodo, insofferente alla menzogna, assolutamente libero. Per fermarlo lo rinchiuderanno in un manicomio, ma anzichè spegnersi la sua voce sveglierà i malati. Sconfitti, useranno il solo modo che hanno di batterlo. Gli daranno la pace di un sorriso sereno, senza domande dubbi o paure.

    Se vorrai, potrai far finta di non vedere i due segni dell'intervento, che porta ai lati della fronte. Ma tu lo sai, non è il "sorriso deficente",quello che vuoi.

    E infatti, il libro, non l'hai chiuso.

     Una parola di Jack